SERGIOFELD SYLVESTRE

23 Giu SERGIOFELD SYLVESTRE

C’è un momento, nella vita di tutti noi, che segna una svolta; che sia una decisione presa, un treno perso, una telefonata non risposta… quell’effetto “sliding doors”, quel bivio di possibilità, che cambia il destino di tutti noi. E probabilmente, quel momento, nella vita di Sergio, è stato quell’ aereo preso per l’Italia.
Ma chi è Sergio? Sergiofeld Sylvestre è un ragazzone alto più di due metri, nato a Los Angeles nel 1990, da madre messicana e padre haitiano (mancato da poco). Cinque anni fa ha deciso di venire in Italia, in vacanza, e per una serie di eventi, in Italia ha deciso di rimanerci. In Puglia, in Salento, per la precisione. Questo viaggio arriva dopo una grandissima delusione sportiva a seguito di un infortunio al ginocchio, che lo porta alla decisione forzata di dover abbandonare il football americano, sport di cui era una promessa.
Proprio nel Salento, terra di cui si innamora, Sergio viene notato dallo staff del “Samsara Beach”, noto stabilimento balneare gallipolino, per il suo talento musicale. Ma deve tornare in America, il suo visto turistico scade. Torna a Los Angeles per completare gli studi in Economia, ma intanto mette da parte qualche soldo, per tornare in Italia, di nuovo in Salento, di nuovo a Gallipoli, di nuovo al Samsara, che considera ormai la sua seconda casa, la sua seconda famiglia.
Inizia cosi ad esibirsi dal vivo proprio al Samsara, e il pubblico è entusiasta di lui, della sua voce, del suo essere così a modo, gentile con tutti, mai sgarbato.
Dal Samsara alla televisione il passo è quantomeno scontato. Sergio ha molto talento, e dopo un provino andato male ad X Factor, l’anno dopo è la volta di Amici, che come ormai ben pochi non sanno, stravince. Poi è la volta di Sanremo, delle ospitate, dei concerti, della popolarità. Sergio è per tutti “big Boy”, come la sua forse più celebre canzone.
Ma chi è davvero Sergio, questo ragazzo che, da perfetto sconosciuto, è entrato nella casa degli italiani e da subito si è fatto amare?
Sergio è una persona molto sensibile, timida ma un po’ permalosa, anche se sulla sua mole è permesso scherzare; ama mangiare (ma va?), sia la cucina messicana, che quella italiana. Adora la sua famiglia, e ne sente davvero tanto la mancanza, come sente tanto la mancanza dei suoi quattro cani. Non ama prendere l’aereo, e ne farebbe volentieri a meno, se potesse. Adora Jennifer Lawrence, i libri della saga di Hunger Games, e i fumetti Manga.
Un ragazzo come tanti, penserete. Ma no, non è così. Perché di questo ragazzone, a colpire è soprattutto l’emotività, questo suo essere così vero, così trasparente; la sua rarità è mostrare le emozioni, quelle vere, il suo voler essere nient’altro che sé stesso, senza veli, senza nulla di artefatto.
La sua voce incanta, e il suo cuore scalda. E’ difficile non amarlo, perché lui, speciale, lo è per davvero.
Quell’effetto Sliding doors, Sergio, se lo merita tutto. Quell’aereo preso, non è stato che l’inizio della sua ascesa.
La vita di ciascuno di noi dipende spesso dalle circostanze, ma destino e libero arbitrio convivono, e il finale della storia dipende dalle scelte e dalle capacità di cogliere al volo le occasioni.
Sergio ha avuto la sua, e sicuramente ha saputo sfruttare al meglio quello che la vita gli ha regalato: il suo talento.

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